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Da alcuni anni era depositato nella sede del museo civico di Aquino un frammento epigrafico romano, ma riusato successivamente per una funzione importantissima, e cioè come lastra che ricopriva la tomba di san Benedetto e di santa Scolastica a Montecassino, nella parte posteriore dell’altare centrale della chiesa dell’abbazia.

Come tanti altri reperti del museo, il recupero avvenne per merito dell’allora direttore Angelo Nicosia, che lo aveva notato per caso nella casa di un privato della zona, che a sua volta lo aveva prelevato da materiale di risulta al tempo dello sbancamento delle macerie di Montecassino.

Il direttore Nicosia ne parlò con l’allora sindaco di Aquino Antonino Grincia, il quale entusiasta per la scoperta, lo spinse a premere per convincere il detentore del reperto a consegnarlo al museo di Aquino, perchè lì sarebbe stato valorizzato e sopratutto studiato per definire meglio il suo uso precedente e la sua posizione precisa nella chiesa dell’abbazia cassinese.
Così fu, e il reperto fu portato e custodito nella sede museale aquinate.
frammento3Grincia ex sindaco di Aquinomuseoedificio

L'ex sindaco Grincia spiega le fasi del recupero del frammento di Montecassino
L’ex sindaco Grincia spiega le fasi del recupero del frammento di Montecassino
Studiando sommariamente il “pezzo” si capì meglio che veramente faceva parte di una spessa lastra di marmo lunense, usato per realizzare un elegante intarsio policromo traforato, a forma di stella che ricopriva la tomba di san Benedetto posta, com’è noto, dietro l’altare maggiore della basilica cassinese.
Con la distruzione bellica la lastra fu ridotta in pezzi, e più di qualche frammento andò perduto durante la rimozione delle macerie, compreso questo frammento. Con la ricostruzione della chiesa e di tutta l’abbazia, fu creata una nuova lastra per la pavimentazione sovrastante la tomba, mentre i pezzi frammentati recuperati, vennero posti nel lapidario lungo le pareti dello scalone dell’antico accesso all’abbazia di Montecassino.
La ricostruzione lungo la parete, venne fatta mancante però del pezzo sicuramente finito in qualche discarica di materiale di risulta in cui fu trovato. Così, molti anni dopo, potè essere recuperato dai responsabili della struttura museale aquinate, come si è detto.
Il frammento venne poi fatto studiare dall’epigrafista Carlo Molle, attualmente funzionario della Soprintendenza archeologica del Lazio.
Molle in un articolo poi pubblicato, ha illustrato i risultati della sua ricerca, “ricomponendo” in immagine la lastra che, come si è detto, faceva parte di un intarsio a forma di stella.
Successivamente in alcuni incontri avuti con il compianto don Faustino Avagliano, archivista e priore di Montecassino con cui sia il direttore Nicosia, sia il sindaco Grincia erano in ottimi rapporti da moltissimi anni, avevano concordato la restituzione del reperto ai suoi antichi proprietari. Gli studi sul reperto che hanno richiesto un certo tempo, le vicende ultime del monastero, e la conclusione dell’amministrazione del Sindaco Grincia, hanno poi ritardato la riconsegna programmata, al monastero.
Ancora una volta questo fatto sta a dimostrare quanto il museo di Aquino abbia fattivamente operato anche per il territorio circostante, e quanto sia proficua l’opera di convincimento per i possessori “abusivi” di reperti, come hanno sempre fatto sia il direttore Nicosia, sia il sindaco Grincia.
Antonino  Grincia…   già Sindaco di Aquino