Con riferimento all’intervento del consigliere d’opposizione (d’opposizione?) Emanuele Tomassi alla mia proposta di due emendamenti relativi, il primo, alla definizione del reddito imponibile sotto il quale essere esonerati dal pagamento d’imposta, il secondo, alla riduzione dell’Imu nei casi di comodato d’uso tra membri della stessa famiglia (ad es. tra genitore e figlio), mi preme dare un ulteriore chiarimento.

Esso non è certamente destinato al mio critico interlocutore, che evidentemente o non ha capito o, peggio, non ha voluto capire il senso  dei miei emendamenti, tutto  compreso com’è, sin dall’inizio di questa consiliatura che sta per fortuna volgendo al termine,  a svolgere il ruolo di scudiero della maggioranza, per accreditarsi presso di essa, con finalità note a tutti.

Il chiarimento, in realtà, è diretto unicamente alla cittadinanza che avrà così modo di valutare serenamente come stanno le cose.

Quanto al primo emendamento, i cittadini devono sapere che il regolamento comunale prevede l’esonero delle tasse solo per chi ha un imponibile al di sotto della soglia di reddito di 7.500 euro; sicché, anche chi si trova di poco sotto quel limite, ma possiede una piccola abitazione,  di fatto viene a superare detto limite e messo nelle condizioni di dover pagare l’imposta. L’abolizione da me proposta dell’aggettivo “complessivo” (congiunto al sostantivo “imponibile”) mirava a salvaguardare proprio questi casi che riguardano poche e non facoltose famiglie. Giudicate voi se la mia è una proposta demagogica o se, invece, è animata da un reale e sincero sentimento di giustizia e di equità.

Quanto al secondo emendamento, che si configurerebbe, nientedimeno,  che come una sorta di “violazione della normativa penale” in quanto introdurrebbe un espediente per la elusione fiscale, esso mira semplicemente a determinare un alleggerimento per quelle poche famiglie i cui genitori con una vita di sacrifici e, magari, ancora col fardello di debiti contratti alla bisogna, hanno costruito o comprato una casa concessa, poi, in comodato d’uso al proprio figlio. Quanto al profilo penale così minacciosamente evocato, si sappia che tale opzione è contemplata in molti regolamenti comunali, senza che alcuno abbia sollevato eccezioni di legittimità, anche in considerazione della ratio che la sostiene.

Questi sono i fatti. Il resto sono chiacchiere fumose e strumentali.

Cons. Com.le Marco Iadecola (Aquino Città futura) nel Coordinamento delle Opposizioni